Auguri, Dottoressa Luana Ilardo

Auguri, Dottoressa. Nel nome di tuo padre.

Ci sono lauree che segnano un traguardo personale.
E poi ci sono lauree che diventano un atto di resistenza.

Quella di Luana Ilardo non è soltanto la conclusione di un percorso universitario.
È il compimento di una promessa fatta trent’anni fa.
È il dialogo silenzioso con un padre che non ha mai smesso di guardarla.

Quarantacinque anni, l’età che aveva Luigi Ilardo quando fu ucciso.
Un cerchio che si chiude.
O forse che si riapre.

Questa laurea non è solo studio.
È sacrificio.
È perseveranza.
È lotta contro l’isolamento.
È rifiuto della rassegnazione.
È dimostrazione concreta che non è mai troppo tardi per onorare un sogno — il proprio e quello di chi non c’è più.

Nel suo ringraziamento c’è tutto:
la famiglia, la figlia, i fratelli, i compagni di battaglia, chi le ha ridato speranza quando sembrava non essercene più.
C’è il dolore trasformato in forza.
C’è la giustizia cercata senza odio.
C’è la dignità di chi non si è piegato.

Dal sito che porta il nome di suo padre, oggi non possiamo che dirle:

Questa laurea è anche un segnale.
È la prova che la memoria non si spegne.
Che la verità può essere ostacolata, ma non cancellata.
Che i figli degli uomini coraggiosi non smettono di camminare.

Auguri, Dottoressa.
Che questo traguardo sia solo un nuovo inizio.
E che da lassù, seduto su una stella, tuo padre oggi sorrida davvero.

Guglielmo Bongiovanni


Questo articolo ha un commento

  1. Flavio

    Auguri dottoressa

I commenti sono chiusi.