Luana Ilardo: la figlia che non ha mai smesso di cercare la verità
Nell’intensa intervista realizzata da Graziella Proto per Le Siciliane/Casablanca, Luana Ilardo ripercorre l’assassinio del padre, l’infanzia segnata dalla mafia e il lungo cammino che ha trasformato il dolore in una continua ricerca della verità.
Il racconto intimo pubblicato da Graziella Proto su Le Siciliane/Casablanca
Ci sono interviste che informano e altre che lasciano un segno. Quella realizzata dalla giornalista Graziella Proto a Luana Ilardo, pubblicata sul numero speciale di Le Siciliane/Casablanca, appartiene certamente alla seconda categoria.
A trent’anni dall’assassinio di Luigi Ilardo, confidente del colonnello Michele Riccio e infiltrato all’interno di Cosa Nostra, Graziella Proto raccoglie il racconto di una figlia che ha scelto di trasformare il proprio dolore in una continua ricerca della verità.
Non è soltanto la storia dell’omicidio di Luigi Ilardo. È soprattutto la storia di ciò che quell’omicidio ha lasciato nella vita di sua figlia.
Una ferita che non si è mai chiusa
Luana ripercorre i ricordi della sera del 10 maggio 1996, quando suo padre venne assassinato a Catania, appena tre giorni prima dell’ingresso nel programma di protezione.
Nell’intervista riaffiorano immagini che non hanno bisogno di essere romanzate: il corpo del padre sull’asfalto, il sangue, la disperazione della famiglia e la consapevolezza che qualcosa avrebbe potuto essere evitato.
Il racconto restituisce il punto di vista di una ragazza di sedici anni che da quel momento vede crollare improvvisamente ogni certezza.
L’infanzia dentro una storia più grande di lei
Graziella Proto accompagna il lettore anche negli anni precedenti.
Luana racconta la propria infanzia, segnata dalla presenza e dalle assenze del padre, dalle visite in carcere, dai continui spostamenti della famiglia e da una realtà che, da bambina, non riusciva ancora a comprendere fino in fondo.
Emergono anche le origini familiari di Luigi Ilardo, cresciuto all’interno di una famiglia profondamente inserita negli ambienti mafiosi, ma anche il complesso rapporto con una madre e una nonna che cercarono di proteggere le figlie da una realtà sempre più difficile.
Il dramma dell’Asinara
Uno dei passaggi più intensi dell’intervista riguarda gli anni della detenzione di Luigi Ilardo nel carcere dell’Asinara.
Luana descrive le difficoltà affrontate dalla famiglia per raggiungere il padre durante le visite, i lunghi viaggi, i controlli umilianti subiti dai familiari e il dolore provocato dalle condizioni di detenzione.
Sono pagine che raccontano non solo la sofferenza del detenuto, ma anche quella di chi, fuori dal carcere, continuava ad aspettarlo.
Dal dolore all’impegno
L’intervista racconta anche il percorso che ha portato Luana Ilardo a scegliere gli studi di criminologia e a impegnarsi pubblicamente per mantenere viva la memoria del padre.
Nel corso degli anni, grazie anche all’incontro con Salvatore Borsellino, quel dolore si è trasformato nella volontà di comprendere cosa sia realmente accaduto e di continuare a chiedere verità e giustizia.
Non emerge alcun desiderio di vendetta.
Piuttosto, la convinzione che conoscere i fatti sia l’unico modo per restituire dignità a una vicenda che ancora oggi continua a sollevare interrogativi.
Un’intervista da leggere integralmente
Le poche righe di questo articolo non possono restituire la forza emotiva delle parole raccolte da Graziella Proto.
L’intervista pubblicata da Le Siciliane/Casablanca alterna ricordi personali, riflessioni, episodi familiari e pagine dolorose che aiutano a comprendere non solo chi fosse Luigi Ilardo, ma anche quale peso abbia portato per trent’anni sua figlia.
Desidero ringraziare di cuore la giornalista antimafia Graziella Proto per aver dedicato a Luana Ilardo questa intensa intervista pubblicata nel ventesimo anniversario della rivista Le Siciliane/Casablanca, fondata insieme al grande Pippo Fava. È una testimonianza preziosa che contribuisce a mantenere viva la memoria di Luigi Ilardo e il valore della ricerca della verità.
Guglielmo Bongiovanni
Per questo motivo invitiamo i lettori a leggere il testo completo, pubblicato integralmente sulla rivista cliccando sotto il link dell’intervista integrale di Luana Ilardo
▶ L’intervista integrale è disponibile su Le Siciliane/Casablanca